Per le donne, non è ancora facile affermarsi nel settore dei trasporti, dove, come nota Rita Pellegrino, occorre avere una grande capacità di mediare, oltre che pragmatismo e competenza

Un settore in cui le donne "cominciano a fare la differenza", è quello dei trasporti, tra quelli da sempre considerati tradizionalmente maschili. La conferma viene da Rita Pellegrino, che da quasi vent'anni, gestisce la Nord Est Group, una delle realtà più interessanti del pordenonese.
«All'epoca – rivela – mi è stato persino chiesto che cosa potevo saperne io, donna, di camion. Ma io ho continuato sulla mia linea e, con il tempo, ho cementato un rapporto di fiducia con i clienti».
Il suo staff è composto da molte professioniste: come affrontano le sfide di un settore tradizionalmente maschile?
«Sono tutte professioniste capaci di relazionarsi a categorie piuttosto difficili, di fronte alle quali l'essere donna significa dimostrare continuamente non solo professionalità ai massimi livelli, ma soprattutto fermezza e conoscenza dell'arte psicologica della mediazione, oltre che una notevole capacità di imporsi e di farsi rispettare facendo leva sulla preparazione documentale e sostanziale che ogni operatrice ha maturato sul campo».
Come nasce l'idea di operare nei trasporti?
«Tutto ha avuto inizio negli anni Novanta, quando ho deciso di coniugare le mie precedenti esperienze professionali sempre nell'ambito delle spedizioni, con l'attività di mio fratello maggiore, già attivo nel ramo trasporti. Insieme, siamo riusciti a consolidare rapporti pregressi con i paesi dell'Est europeo e dell'ex Unione Sovietica e a entrare con successo in paesi difficili quali il Kazakistan, dove abbiamo una presenza importante».
Di cosa vi occupate e con quali mezzi operate?
«Effettuiamo trasporti nazionali e internazionali, su mezzi terrestri, navali e aerei. Disponiamo di un parco mezzi in grado di incontrare le più specifiche esigenze della clientela, assicurando al contempo anche un'ampia gamma di servizi che vanno dall'assistenza della documentazione che accompagna la merce, al disbrigo delle pratiche doganali».
Quali sono le maggiori criticità che incontra?
«Indubbiamente, dopo l'approccio all'ambiente maschile, la conciliazione del lavoro con la sfera familiare. Tuttavia, l'impegno che da sempre metto in campo nel mio lavoro, mi ha permesso di consolidare il rapporto di fiducia con il cliente che può contare sulla massima affidabilità professionale».